Nella realtà non accade nulla. In Rete, tuttavia, lo spauracchio del Cittadino Medio Online è il monopattino elettrico. Pedoni terrorizzati fuggono da tutte le parti al loro arrivo, aspettando solo di assistere alla tragedia. Che non avviene, o meglio, succede questo: in due anni di micromobilità mondiale, sono deceduti 29 conducenti di monopattino (di cui nessuno in Italia), e non ho notizia di "omicidi stradali" ad opera di persone che si spostano con i microveicoli.

Di chi dovrebbero avere paura, allora, i pedoni?

3500 sono i morti causati da incidenti stradali in Italia, circa 800 pedoni travolti dalle automobili. E' chiaro come il panico sia infondato e, ribadisco, inesistente: nella realtà non c'è alcun problema, è tutto inventato. E non vale neppure la pena di stare a disquisire troppo, i numeri parlano: 3000 morti a 0, fine della discussione. I problemi sono causati dalla pericolosità intrinseca dei veicoli, prima ancora che dal comportamento dei conducenti: un automobilista attento può uccidere, mentre un monopattinista distratto sarà al massimo in grado di lasciare qualche livido, o rigare una portiera. L'emergenza è altrove, e l'esempio del filmato sopra non è un caso raro: conosco personalmente almeno due persone che hanno saltato la rotonda nello stesso identico modo, ed io ho stesso ho sfiorato qualcosa di simile quando, affidandomi al navigatore non perfettamente aggiornato, mi sono trovato una rotonda su una Statale buia che solo la settimana preedente era dritta. L'errore può capitare, e l'eventualità che possa insorgere deve essere prevista. Viaggiare spostando due tonnellate di acciaio ad alta velocità significa creare implicitamente una situazione di pericolo, che deve essere ridotta ai minimi termini. In Italia si muore per incidenti stradali più che per ogni altro motivo: le automobili sono pericolose per definizione, i pedoni dovrebbero chiedere di allontanarle dai propri spazi. E, in effetti, già lo fanno, ma nessuno li ascolta.