Quando si parla di questione ambientale si tralascia, quasi sempre, di specificare a quale ambiente ci si riferisce e, in tal modo, si lascia intendere lo spazio più ampio possibile, ovvero il Pianeta Terra, ma esistono ambienti più ristretti. Qualche esempio: la Foresta Pluviale; gli Oceani; la Pianura Padana; il proprio appartamento; le fermate degli autobus. Ognuno di questi spazi materiali ha caratteristiche specifiche ed ha problematiche ecologiche specifiche, e l'attuale situazione è che il problema più grave affligge lo spazio più ampio: l'eccesso di produzione CO2 causa il cosiddetto effetto serra ed il conseguente surriscaldamento climatico e questo avrà conseguenze nefaste per l'intera popolazione mondiale in un lunghissimo arco di tempo.

Tuttavia, nonostante l'evidente gravità, quella della CO2 non è la sola emergenza da affrontare, poiché anche in altri contesti si possono trovare esempi di sofferenze dal punto di vista ambientale: la foresta viene deforestata, i pesci negli oceani sono sempre di meno, la Pianura Padana è l'area più inquinata d'Europa, in casa la polvere si fa sempre più sottile, e sfumazzare mentre si aspetta l'autobus - nonostante sia noto che acceleri l'arrivo del mezzo - è irritante per le vie aree di tutti quelli che ti stanno attorno.

Oltre a tutto ciò, al cambiare del contesto cambiano le misure. Ecco, infatti, le misure dei problemi che affliggono le aree più abitate dell'Italia: le grandi città.

A Milano, le polveri sottili provengono per tre quarti dal traffico automobilistico. A Perugia, la responsabilità è totalmente del gasolio usato nelle caldaie. Fonte
Nelle città italiane, la maggior parte della CO2 è prodotta dagli impianti di riscaldamento.

Quello cittadino è esattamente il contesto dei monopattini e delle biciclette elettriche: congestionate dal traffico privato, le città italiane sono diventate delle fabbriche di inquinanti che soffocano non solo il pianeta, ma anche le persone che vi abitano e, tra i veicoli di trasporto (la voce più importante) la maggior fonte di inquinamento globale (la CO2) è proprio l'automobile.

Tra i mezzi di trasporto, l'auto privata è quella che produce la maggior parte di CO2 a livello globale. Fonte

Chiaro, no? PM2,5, PM10, CO2, ho omesso la NOx ma il discorso è analogo: da qualunque parti la si guardi, è il traffico privato che causa la maggior parte dei problemi: a livello locale con il particolato (e NOx), a livello globale con la CO2. Avvelena le persone intorno ai veicoli, e contribuisce in maniera determinante al surriscaldamento del pianeta. E' la vera nemesi della vita sulla Terra, e della città.

Le soluzioni sono molteplici, e non c'è da scegliere se una o l'altra: vanno adottate tutte, insieme, perché nessuna è in grado di risolvere completamente il problema agendo in solitaria, ma tutte insieme possono raggiungere risultati eccellenti.

La micromobilità elettrica, in particolare, è in grado di portare benefici ambientali sia a livello locale - con una diminuzione delle polveri sottili, del traffico, dell'inquinamento acustico, di ogni emissione in città - che, inaspettatamente, a livello globale: lo Studio da cui è tratta l'infografica che introduce questo articolo, infatti, racconta di una possibile riduzione del 7% delle emissioni di CO2 a fronte dello spostamento del solo 5% di traffico di automobili a quello di microveicoli elettrici. Uno scenario tutt'altro che impossibile.

Per approfondire:

E-Bikes & E-Scooters: Drivers of Climate Action