Ora che i monopattini elettrici sono stati normati per circolare liberamente nei centri urbani si può parlare di sicurezza senza timore che le questioni sollevate diventino armi per la propaganda auto(mobile)-centrica.

Una delle obiezioni più in voga all'introduzione, sulle strade pubbliche, di questi microveicoli è la caratteristica che balza immediatamente all'occhio: la dimensione delle ruote che, nella gran parte dei modelli in circolazione, varia da 8 a 10 pollici. Questa scelta ha un motivo ben preciso: garantisce la compattezza del veicolo, soprattutto quando ripiegato. Questa immagine del Ninebot ES, uno dei modelli che assumono, la forma più compatta, mostra chiaramente quanto virtuosa è la scelta sulla dimensione delle ruote

I microveicoli, infatti, trovano la sua ragion d'essere nel ridotto spazio occupato, sia durante l'uso (permettendo di circolare nelle ciclabili e nelle aree pedonali senza creare intralcio a biciclette o persone) che in posizione di "riposo", adagiati in un angolo della carozza della metropolitana, o nel corridoio di casa durante la ricarica notturna.

In sostanza: le ruote piccole dei monopattini sono l'ingrediente segreto che dona a questi mezzi di trasporto caratteristiche inedite rispetto ad altri strumenti di mobilità, con un notevoli impatti positivi sulla praticità e sull'ambiente: possono essere sfruttati nell'intero tragitto porta-a-porta, senza necessità di parcheggiarli in aree predisposte spesso introvabili o lontano dalla destinazione, e hanno peso che è mediamente 1/100 (un centesimo) di quello di un'automobile, che nella maggior parte dei casi trasporta lo stesso numero di persone: una sola.

Assodato che trattasi di una caratteristica irrununciabile è opportuno osservare l'altro della medaglia, ovvero le possibili criticità. Come tutte le scelte tecniche, infatti, la dimensione delle ruote rappresenta un compromesso orientato a massimizzare i vantaggi nel contesto di utilizzo più comune: le auto sportive utilizzano pneumatici larghi per una maggiore aderenza alle alte velocità i city scooter adottano delle ruote piccole per una maggior maneggevolezza; i fuoristrada hanno cerchi di grandi dimensioni e coperture tassellate per un miglior rendimento sullo sconnesso. Specularmente, le ruote piccole dei monopattini, sono poco adatte al fondo sconnesso. Ogni sollecitazione in movimento in tal senso mette rapidamente in crisi la stabilità del mezzo e, se non si è pronti, può essere causa di rovinose cadute, la peggiore delle quali è capottamento: si impunta la ruota davanti, si solleva quella dietro, ed il malcapitato che poggia i suoi piedi sulla pedana viene scaraventato in avanti e, immediatamente dopo, verso il suolo, di faccia.

Una manifestazione del concetto di "fondo disconnesso" che è possibile trovare in qualsiasi strada cittadina, anche perfettamente asfaltata.

Il motivo di questo comportamento è ben illustrato da questo confronto di due veicoli con ruote di dimensioni agli antipodi:

La direzione della forza d'impatto di un sasso posto di fronte alla ruota di un monopattino elettrico induce intrinsecamente al ribaltamento del veicolo.
L'avantreno della ruota di un grosso scooter è realizzato per trasferire il carico sulla sospensione anteriore, in maniera da assorbire l'impatto e tenere la ruota aderente al terreno, senza causare variazioni nella traiettoria della massa in movimento.

Quando incontra una disconnessione, la ruota anteriore del monopattino tende a bloccarsi, ed il sistema di ammortizzazione dell'avantreno non è in grado di assorbire la sollecitazione, che viene quindi trasferita al resto della massa: il veicolo, ed il conducente. Il principio è quello dello sgambetto: se quello che c'è sotto si blocca, quello che c'è sopra continua la sua corsa e, subito dopo, cade.

scooters going fast (and why that’s dangerous)
Many people seem to want to trade up their relatively safe scooter such as a Xiaomi or similar less than 500W scooter to a bigger more power...

I monopattini sono quindi pericolosi? Certamente, come tutti i veicoli, in maniera proporzionale alle condizioni d'uso. Diventano più pericolosi alle alte velocità, perché la forza dei trasferimenti di carico in caso di incidente aumentano (esponenzialmente, nel caso del movimento rotatorio dovuto al capottamento) e su fondi disconnessi.

Motivo per cui la normativa, che prevede una velocità massima di 25km/h, è corretta: è un punto di equilibrio assolutamente ragionevole tra rischio e beneficio, l'ingrediente di tutti gli strumenti virtuosi realizzati dall'Uomo. Una velocità maggiore aumenterebbe il potenziale numero di incidenti (più veloce vai, meno hai tempo per individuare eventuali ostacoli) e la gravità degli stessi in una maniera inaccettabile: un ribaltamento a 30km/h potrebbe causare un impatto al suolo del cranio ad una velocità superiore a 40km/h (a causa della rotazione), che è il limite oltre il quale questo evento diventa sicuramente fatale, anche indossando un casco integrale omologato per motocicli. A 25km/h questo evento è notevolmente meno probabile - seppur sempre possibile.

Ne va da sé che non è possibile far viaggiare, almeno per lunghe distanze, un veicolo con queste criticità su strade dove i macroveicoli sfrecciano ad alta velocità. Non è una questione di intralcio del traffico - le biciclette hanno e meritano tutto il diritto di circolare su provinciali e statali, ci mancherebbe che ci privassimo del primo veicolo "personale" creato dell'uomo a misura d'uomo - ma di rapporto rischi-benefici: una (probabilissima) disconnessione mentre si viaggia a 25km/h a lato di una strada in cui viaggiano automobili a 90km/h potrebbe causare una semplice caduta, che probabilmente non avrebbe grandi conseguenze, se non quelle di esporre il coducente al rischio di essere travolto dalle auto che seguono. Rispetto ai veicoli con le ruote più grandi, il monopattino elettrico è maggiormente esposto a questo rischio, per cui non è opportuno che si utilizzino nelle strade a scorrimento veloce. E non sarebbe il suo utilizzo più virtuoso, perché i microveicoli sono strumenti che esprimono il massimo delle loro potenzialità su brevi tragitti, dove la velocità massima conta poco sul rendimento.

Per le necessità di spostamenti su strade extraurbane la miglior scelta è quella di utilizzare un piccolo motociclo. O convincere l'Amministrazione Locale del posto a realizzare una pista ciclabile che completi il collegamento mancante.